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 La mia prima volta sui salti francesi della Guill
Per una serie di circostanze sono rientrato in possesso della mia vecchia barca, la Dagger Outlaw.
Bella barca, divertente ma certo non una barca da Creek.
Avendo 3 barche a disposizione ho prestato la Mystic (quella per i fiumi seri) a Hugo, una nuova leva del ktt, e mi sono recato (con alpikayak, CCN e KTT) a fare il tratto classico della Guill.
"Tranquillo Hugo, usa pure la mia barcona che tanto anche per quest'anno non farò i salti, sigh".
Tutti gli anni finisce così, arrivo, li guardo, e poi decido di imbarcarmi sotto.
Invece l'altro ieri... l'acqua giusta, ne troppa ne troppo poca.
La barca però non era quella ottimale, troppo scarica in coda e propensa a incandelarsi.
Ma ormai qualcosa era scattato, quello stato d'animo che ti dice "VAI" quando osservi una rapida.
Il primo salto è pulito: centro, centro-destra.
Entri in morta e poi via per i due successivi, il secondo bisogna boofare sulla pietra triangolare badando di stare al centro e poi se tutto va bene il terzo fila liscio.
Tocca a me, gli altri sono tutti sotto e sono fuori dal mio campo visivo.
Al primo salto tutto ok, entro in morta e mi preparo agli altri due... parto... e da qui comincio a raccontare quello che ho capito (non è detto che sia quello che è successo veramente).
Arrivo un po' lento sulla pietra triangolare e finisco troppo a sinistra, atterro nel buco e la Outlaw fa quello per cui è stata progettata, "sono in un buco, il mio padrone vuole giocare, ok, mi impenno!"
A quel punto la priorità non è più dove atterrare nel prossimo salto ma tenere la barca, non devo assolutamente ribaltarmi.
Tengo la barca e il buco mi sposta a destra... da "troppo a sinistra" nel secondo salto passo a "troppo a destra" nel terzo.
Atterro ma a quel punto sono ormai sbilanciato, faccio in tempo a vedere l'acqua della cascata che vela il nicchione e sono a testa in giù. I salti sono passati ma la rapida non è finita, devo tirare un eskimo e oltretutto non voglio finire a bagno proprio adesso che il più è fatto.
Non capisco niente, sento che tocco una parete rocciosa, ma l'unica parete che c'è è dentro la nicchia... non ci penso su e provo un altro eskimo, non mi viene ma vedo con la cosa dell'occhio Piero del Monrosa... ok terzo eskimo e riemergo contento e tra gli applausi degli spettatori in alto.
Insomma, ho fatto per la prima volta i 3 salti della Guill, sono contento anche se ho sbagliato in un punto. E mi sono preso un po' di complimenti per la tenacia, di certo non per lo stile...
Ho poi scoperto che mi sono fatto un giro dentro la nicchia, ma in realtà con quell'acqua non è pericolosa.
Peccato non avere una foto o un filmato per capire bene la dinamica dei passaggi.
Ma alla fine la cosa più bella di quei salti è stato vedere ieri sera i pesci saltare per risalirli, facciamo tanta fatica a scenderli mentre loro li risalgono.
Niente corsi, niente polietilene e carbonio, tutto istinto :)


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