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 kayak » io e il kayak

Kayak


Introduzione
Canoa Polo
L'acqua bianca
Fiumi e foto
Il mio parco barche



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Cavoli, quanto mi piace andare in canoa!

La mia passione nata ai tempi dell'Universit quando andavo a mangiare in riva al Po e vedevo passare davanti a me imbarcazioni dalle forme stravaganti. Solo parecchio pi tardi sarei stato in grado di distinguere un kayak da rodeo piuttosto che uno da discesa.
Mosso da curiosit mi iscrissi ad un corso base presso il circolo Amici del Fiume di Torino.
L'estate successiva cominciai ad affrontare le prime manovre in acqua bianca sulla freddissima Dora Baltea presso la scuola di Emanuele Bernasconi a Morgex, sotto la ferrea ma preziosa guida di Gianluca Ricci...
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Poi arriva la Canoa Polo...

Cristiano De Giorgis, il mio primo istruttore di canoa, vedendo che ero l'ultimo sopravvissuto al mio corso di canoa e scoprendo che non mi facevo scrupoli a scendere in acqua anche a dicembre, mi invit a partecipare agli allenamenti della squadra di Canoa Polo degli Amici del Fiume (che allora giocava nella serie A del campionato italiano).
Dopo qualche tempo andai a vivere a Milano per motivi di lavoro,e sempre Cristiano mi mise in contatto con la squadra dell'Idroscalo Club permettendomi di continuare gli allenamenti.
Sicuramente per gli allenatori sono stato una delusione, vuoi per le mie scarse capacit, vuoi per le mie frequenti assenze.
Ma per quanto mi riguarda devo ringraziarli, è stato grazie alla canoa polo che ho passato il lungo periodo di letargo prima di cominciare a "fare sul serio" mantenendo il contatto con l'acqua e arrivando al momento della mia rinascita canoistica, nell'estate del 2002, ad affrontare un corso di acqua bianca senza il minimo timore del fiume, con un minimo di padronanza degli appoggi e riuscendo ogni tanto a fare degli eskimi.
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L'acqua bianca

A bordo della mia prima canoa (una Rainbow Circus acquistata in un mercatino dell'usato a 200mila lire) nell'estate 2002 mi sono iscritto ad un corso presso la scuola di Maurizio Bernasconi, in Valsesia.
Dopo stato tutto in discesa, nel vero senso della parola!
Ho conosciuto il Canoa Club Milano (CCM), uno dei club storici della canoa di acqua bianca in Italia.
Nel frattempo ho comprato una Rainbow DNA, una barca polivalente considerata fuorimoda ma che mi ha dato molte soddisfazioni, grazie alla sua coda molto scarica che permette di giochicchiare senza rinunciare alla manovrabilit quando la faccenda si fa seria
Grazie al CCM ho fatto un sacco di amicizie e ho scoperto la bellezza dei fiumi italiani.
Purtroppo ho anche constatato direttamente l'inquinamento che affligge molti dei nostri fiumi e le opere umane (dighe, sbarramenti) realizzate senza il minimo rispetto per l'ambiente (no, dico, capisco che a uno che progetta dighe non possa venire in mente che ci siano dei pazzoidi che scendono il fiume dentro un preservativo di polietilene... MA I PESCI??? Mai sentito parlare di pesci che risalgono la corrente?)

Foto e cronache

La cronaca di alcune nostre discese si trova sul sito non ufficiale del CCM
Oppure puoi vedere

alcune mie foto in canoa


Il mio parco barche

Al giorno d'oggi il canoista d'acqua bianca IN ha tante barche per tutte le occasioni, come il guardaroba di una soubrette. :-)
Nel 2005 ho venduto la DNA e attualmente la mia barca principale una Dagger Outlaw, una barca polivalente com'era la DNA (ho sempre il terrore di trovarmi nel fiume sbagliato con la barca sbagliata) ma con una pi spiccata vocazione al gioco. Grazie alla forma della Outlaw cominciano a venirmi le candele di punta con una corrente relativamente debole.
Tuttavia di questi tempi nel mio giro di amicizie si tende ad alzare la posta in gioco (fiumi con difficolt maggiori) e cos, non volendo spendere follie, ho comprato anche una Sanblas Corto, una barca di volume, molto economica ma dalla forma interessante, in pratica spudoratamente copiata dalla Dagger Mamba.
La trovo molto morbida e maneggevole, negli eskimi ruota meglio della Outlaw.
Ha il fondo piatto ma una bella punta arrotondata e 250 litri di spinta di galleggiamento, il tutto in 238 cm. Il fondo piatto e la compattezza la fanno girare in un amen, l'ingresso in morta e` buono (ma la Outlaw naturalmente pi fulminea). Fortunatamente riesco a portare anche questa dentro la macchina.
Purtroppo paradossalmente il minor prezzo si paga. In primo luogo i materiali che non sono certo quelli di una Dagger, ma la cosa pi grave che il costruttore ha avuto la triste e scellerata idea di montare puntapiedi a pedaline, Per ovviare alla cosa ho inserito una piastra in alluminio solidale alle pedaline. La descrizione della mia elaborazione si trova in questo sito oppure clickando qui.
Mi piacerebbe anche comprare un barchino da Rodeo...ma ci penser in futuro. :)
Nel 2007 ci ho pensato, e ho comprato una Dagger G-Force 6.3. Originariamente cercavo una cosiddetta "park and play" ma poi ho trovato questa barca d'occasione e non me la sono lasciata sfuggire.
Veramente ottima, molto maneggevole, stabile e sorprendentemente comoda.
Cosi` adesso non ho piu` scuse, sto cercando di imparare a fare i kartwheel ma ancora non mi vengono, pazienza... intanto anche il provare a farli è divertente. ;) Alla fine del 2007 ho venduto la Sanblas Corto, la barcona.
Con la Corto ho fatto parecchi bei fiumi (Grand Evya, Sermenza, Cannobino...) e la barca pur comportandosi bene ha mostrato qualche limite (anche se il vero limite in rapida ero io).
In particolare il fondo piatto che pur garantendo grande stabilita` e manovrabilita` penalizza la capacita` di mantenere la linea e la velocita`.
In passaggi molto tecnici di IV o piu` avrei di gran lunga preferito una barca un po` piu` tecnica.
Cosi` mi sono messo in paziente attesa sul web finche` ho trovato una Bliss Stick Mystic, barcone Neozelandese poco diffuso in Italia ma che mi ha da sempre intrigato.
La barca ha piu` carattere della Corto, ma finora per quel poco che l'ho usata mi ha dato grandi soddisfazioni.
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