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 kayak » racconti » Raduno sul Vara, ottobre 2004

Questo racconto `e stato scritto da me e pubbliato nella sezione foto del sito CCM okkupato.

Quest'anno il consueto raduno sul Vara ha visto una partecipazione delCCM... come dire... a rate!
Si perche` al raduno sono arrivati 4 gruppi distinti.
Una parte di noi (principalmente tope) ha preferitopartecipare solo alla prima giornata per poi andare a mang...ehm..camminare sulle colline senesi.
Un gruppo di nuovi corsisti si e` presentato agguerrito il sabato mattina armati dicanoa , ma poi a causa di un equivoco con Power Ranger che portava lepagaie hanno dovuto rinviare la discesa al giorno dopo (non si sono capiti...che strano).
Il terzetto magico Giamba-Mattia-Dario e` arrivato il sabato sera.
Infine il quartetto peggio assortito nella storia della canoa fluviale(Fabio, Stefano Nieddu, Max e Andrea) ha fatto il Taveroneil sabato ed e` giunta al raduno in serata.
Ecco l'esperienza del quarto gruppo.

Sabato.
Gianni e Pinotto (Fabio e Andrea) si danno appuntamento di prima mattinaper raggiungere strada facendo Stefanieddu e Max.
Incredibilmente riescono a partire con soli 20 minuti di ritardo... L'evento e` talmente eccezionale che su tutta l'Italia si scatena unaperturbazione che scatenera` copiose piogge, ingrossando i fiumi epermettendo il successo del raduno.
Il viaggio prosegue senza particolari intoppi, lungo la Cisa veniamo superati dalla suoerVolvo di Sidoli che (tantopercambiare) non ci caga.Scopriremo poi che tutti i fiumi che ha provato erano secchi (AHAHAHAH) >B-).
Raggiungiamo Aulla dove aspettiamo Max e Loretta che si presentano conben 3 canoe (tralascio il ritardo). Qualcuno sostiene che Max ha intenzione di usare una canoaper gamba... si, le canoe sono 3...
Finalmente riuniti partiamo alla volta del Taverone, io comincio adessere nervoso.
Divento sempre nervoso quando devo fare fiumi impegnativi, e in questaoccasione di certo non mi aiuta l'articolo di "Pagaiando" (IV/2003) incui il tratto che ci apprestiamo a fare (il cosidetto Tratto Classico) viene dato comeWW VI (!). E per rincarare la dose (cito): "... una discesa sul Taveroneclassico regala sempre grosse emozioni..." e "Purtroppo questo torrentee` stato teatro di una tragedia..."
Il sopralluogo allo sbarco non migliora il mio umore (vedi foto 2),l'ultima rapida e` un salto artificiale con ritorno, poi due belle morte, seper caso le manchi sei tu bello che morto (vedi foto 1).
La discesa effettivamente ha regalato emozioni, il fiume si e`rivelato "saporito" (definizione di Stefano) ma non impossibile.

Di fatto si tratta di passaggi pendenti e tecnici seguiti da momenti di tregua. Il VI grado si e` fortunatamente rivelato essere un errore di stampa della rivista.
Da citare il passaggio con il tronco intraversato. Nulla di terribile, Stefano e Fabio hanno fatto il passaggio mentre Max ed io abbiamo optato per un trasbordo, comunque divertente perche` si e` trattato di saltare da una roccia in acqua superando il tronco.
Altro passaggio veramente memorabile e` un imbuto lungo circa 4 metri e largo circa un metro. Prima dell'imbuto un saltino con una lingua che ti accelera. Se prendi bene la lingua vieni sparato dentro l'imbuto. Se prendi male la lingua diventi un francobollo sul pietrone di fianco. La sensazione passando a tutta velocita` li dentro mi ha ricordato il decollo dei caccia nel telefilm Galactica...chi ha la mia eta` sa di cosa parlo.
Il salto artificiale finale si rivela molto piu` facile del previsto. Fabio non ha gradito il troppo zelo di Max nell'ispezionare i passaggi prima di farli, per lui si potevano fare tutti a vista.
Con il senno di poi aveva ragione ma parsonalmente non consideroo quel tempo in piu' come perso.
dopo lo sbarco, Nieddu vola in Toscana dalle Tope (che nel frattempo hanno fatto il Vara basso) e gli altri arrivano al raduno dove si incontrano con il resto della truppa.
Il raduno quest'anno si a Brugnato. Cambia il luogo ma l'organizzazione dei "Cagnacci Bagnati" e` come sempre impeccabile.
La maglietta di quest'anno e` dedicata a Max Bernardini, scomparso quest'estate durante una discesa in Norvegia, una parentesi di riflessione in mezzo a tanta allegria.
Arriviamo troppo tardi per prenotare la cena ufficiale e ripieghiamo per una cena all'albergo Cantarana di Sesta Godano(foto 3)... spettacolare magnata con tagliolini fatti in casa, cima alla genovese e vino a soli 13 Euro! Alcuni di noi passano la notte al Cantarana mentre Fabio ed io dormiamo con il sacco a pelo nella palestra di Brugnato.

Domenica.
Durante la notte ha piovuto a dirotto.
Gianni e Pinotto (Fabio e Andrea) si svegliano (foto 6) e vanno subito a parlare con il gruppo del KTT (foto 5). Fabio si mette a parlare con Marcello, sembra di vedere un quindicenne che chiede l'autografo a Britney Spears, Andrea vorrebbe concentrarsi e pensare ai fiumi ma ha davanti a se la mitica Roberta, alias "La Rodeista di Turbigo", neo corsista del ktt che ha gia` al suo attivo la Dora Baltea e una gara di rodeo.
Il giorno prima si e` sparata il Vara basso... IN NOTTURNA! 8-O Vista l'enorme quantita` d'acqua nei fiumi, il ktt vuole andare a fare il Gottero.
Gianni e Pinotto si vorrebbero unire ma come al solito perdono tempo e cazzeggiano al bar con l'ottimacolazione.
Tornano alla palestra (foto 7) ma il ktt e` gia` partito.
Si ripiega allora per il Vara, tratto medio e basso, assieme ai corsisti e al resto del CCM.
Prima pero` facciamo un sopralluogo al Gottero, l'unica foto che scatto e` allo sbarco (foto 8), dove sembra quasi invitante.
Purtroppo non sono riuscito a fare una foto del tratto di gole che si intravedeva dalla strada. Piu` che una foto ci sarebbe voluto un filmato per dare l'idea di come schiumava e correva l'acqua in quella strettoia. Marcello ci ha poi raccontato che con quell'acqua si forma un tratto di V grado continuo...
Anche il Vara e` in piena, l'acqua e` di un "bel" marrone fango, i corsisti sono eccitati e noi siamo contenti, per una volta non ci tocchera` sfregare sulle rocce.
Loretta dapprima e` indecisa se scendere, poi prende coraggio e alla fine fa tutti e due i tratti (brava!).
All'altezza del ponte diroccato io e Luoni, nel mezzo del percorso ci ritroviamo per una selva oscura che la diritta via era (porca putt...) il ramo di destra e non quello di sinistra...
La selva oscura e` un boschetto di oleandri immersi per un buon metro in acqua corrente. Non e` bello pagaiare in queste condizioni, incravattarsi e rimanere impigliati e` un attimo...
Infatti prima ci impigliamo e poi ci incravattiamo e ci tocca camminare a mollo tra i rami.
Finalmente usciamo dai rami e ci riuniamo al gruppo, che peraltro ha trovato ostacoli anche sulla via d'acqua canonica.
Arrivati all'imbarco del tratto basso Fabio si divide e va con quelli del CFM a fare le gole, io decido di rimanere sul tratto basso. In realta` la mia scelta non e` stata delle migliori, in queste condizioni le poche rapide perdono dislivello e si trasformano in cavalcate su ondoni.
Per i corsisti invece e` una bella esperienza.
In quattro e quattrotto la forte corrente ci spinge allo sbarco. Ci cambiamo e arriviamo al raduno dove sono gia` tutti riuniti che divorano l'immancabile piatto di pasta e la salsiccia di Gengis. Tra i personaggi presenti mi va di citarne alcuni: Il trio Carlo-Vladimiro-Valerio che tengono l'ottimo corso di sicurezza. I miei due amici Beppe e Germana che si cimentano sui fiumi con la loro titanica canadese gonfiabile.
L'ormai mitico 'O Professore, alias Taifunone, che adesso (oltre alla Taifun) ha una Prijon Creeker, una barca che sembra fatta per affrontare gli impraticabili (in pochi anni ha camiato 3 barche ma la Ritmo e` la stessa da vent'anni buoni).
La lotteria e` gia in corso, Pinci e Fabio arrivano troppo tardi e perdono l'estrazione del loro premio, io per fortuna vengo estratto e vinco una corda da lancio (Grazie Cagnacci Bagnati).
Fine, arrivederci al prossimo raduno.

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